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La presente mostra rientra in quell'ambito del programma espositivo delle Gallerie Costiere di Pirano che evidenzia le opere di affermati artisti contemporanei. Nella suggestiva cornice della Galleria Loggia di Capodistria, dove negli anni scorsi si sono susseguiti prestigiosi artisti internazionali come Robert Mapplethorpe, Anne e Patrick Poirier, Claude Viallat, Jannis Kounellis, Sandro Chia.., abbiamo avuto modo di rinnovare e reinterpretare, con mostre tematiche o personali, il secolare dialogo della tradizione spaziale con la realtà dell'arte contemporanea.

La prima presentazione in Slovenia dell'artista italiana Giovanna Torresin – che comprende entrambi gli spazi espositivi di Capodistria, Loggia e Medusa - pur partendo da uno spunto contenutistico precisato nel titolo Regina di cuori, possiede anche un carattere sinottico, visto che le opere esposte rappresentano al meglio il periodo compreso tra il 1994 e l'anno corrente con gli ultimissimi progetti. La ponderata scelta delle fotografie e delle installazioni, effettuata dall'artista assieme alla critica d'arte italiana nonché curatrice della mostra Sabrina Zannier, è garanzia di una completa ed esauriente panoramica del suo linguaggio poetico, caratterizzato da uno stretto, profondo e soprattutto complesso rapporto con il corpo umano. L'artista, infatti, introduce la dimensione corporea come prassi emotiva e liberatoria di ricerca delle profonde sfere del proprio inconscio. L'intreccio sofisticato tra fisico e sensibile trasforma le sue opere in una coinvolgente esperienza estetica.

Il corpo femminile come forma-scultura è in continuo cambiamento e trasformazione, in una simbiosi imprevedibile con la banalità degli oggetti quotidiani. Il soggetto corporeo appare allora come allegoria della sensibilità e della venerazione enfatizzata dagli attributi femminili all'interno di surreali dimensioni quotidiane; oppure come interpretazione del motivo sacrale della Madonna con bambino, dove il libero ecclettismo linguistico con il quale l'artista fa propri i personaggi del passato, trasforma il suo corpo in moderna icona d'amore materno. Le immagini, visivamente molto forti, del ciclo fotografico dei cuori, possono essere magnifici trofei (carnali) da ammirare: corazzati, di pizzo, spinati o dorati; oppure emblemi dell'estrema dedizione all'amore. In entrambi i casi conservano in sé una caratteristica aura mistica e, come nella liturgia cristiana, si trasformano in veri oggetti - immagini di culto da venerare.

Majda Božeglav Japelj
 

Majda Dozeglav Japel