FLASH ART

Una fissazione, un'ossessione appuntata su un oggetto, il tavolo, indagato nella sua identità quotidiana e nella sua valenza simbolica, filo conduttoredi una sottile metamorfosi in divenire. Si tratta di tavoli progettati e costruiti ex novo, attingenti a una visione antropomorfa e al fondamento diun luogo, fisico e mentale. Il tavolo come luogo di convivio, di incontro e, perchè no, di scontro, ma anche di riflessione, scultura, progettazione e, non da ultimo, il tavolo al quale cibarsi, magari seguendo rituali che sublimano la necessità fisiologica conducendola nuovamente sul fronte delrapporto interpersonale. Tavoli diversi, quelli di Torresin: cupi emisteriosi, quasi si trattasse di altari per messe nere o per incontrisadomaso, tavoli che conducono l'osservatore in profondi pozzi-mammelle oscurati dal mistero di un allattamento per adulti, tavoli dalle estremitàmetamorfizzate in zampe di giraffa, in scarpe sanguinolente o in artigli puntuti alternati a una gamba-manichino. Negli ultimi lavori il tavolosubisce una sorta di spoliazione: in luogo di oggetti addizionati assistiamoallo sprofondamento di segni e materiali (conchiglie, cera, uova di plastica e disegni di simbologie sessuali) all'interno del suo corpo portante. Sono tavoli cerebrali che attivano in piccoli dettagli il ricordo del precedentetrasporto emozionale: nel sesso di un uovo aperto o nel sottile strato di epidermide bianca conservata come una reliquia all'interno del piano deltavolo ormai destrutturato, privato di due sostegni, appoggiato a terra comefosse un contenitore autoportante.


Sabrina Zannier  - Flash Art