TEMA CELESTE

Una seconda pelle, carica di valore simbolico, riveste il corpo nudo immortalato da Giovanna Torresin nell'ultima serie di lavori fotografici di grandi dimensioni. Attraverso interventi digitali successivi, linee e ombre blu delineano sull'epidermide i contorni di articolate armature antiche; non si tratta di protesi robuste costruite attorno agli arti, ma di profililabili di metallo bombato, bulloni e snodature che sembrano affiorare dall'interno. Di opera in opera, tali armature assumono forme diverse: cambia la gorgiera, la protezione delle spalle e, soprattutto, la parte che copre il busto, distinta a volte da fregi floreali stilizzati. La protagonista, inoltre, è isolata in uno sfondo nero e non instaura alcuna interazione con l'osservatore: il suo sguardo è spento, rivolto altrove oppure nascosto. Risulta bloccata in una sequenza di posizioni: alza il mento per mostrare collo e torace, abbassa il capo per mettere in evidenzale spalle; il corpo è inquadrato per intero frontalmente e di profilo e il volto è immortalato in primo piano, filtrato anch'esso da un elmo appuntito. Dunque, la donna è scrutata passivamente da differenti angolazioni che sisoffermano su specifiche porzioni del suo corpo; sembra essere oggetto di uno studio scientifico, di un esperimento genetico finalizzato a creare fisici mutati e corazzati sempre più perfetti. Non traspaiono invece caratteristiche individuali e nulla è concesso alla costruzione di un percorso identitario: è solamente un "lavoro in pelle", ossia un replicante privo di empatia, come precisa il titolo della mostra citando il film di Ridley Scott, Blade Runner. L'armatura, elemento del passato sospeso in una dimensione futuribile, rappresenta per Giovanna Torresin il simbolo di un atteggiamento contraddittorio: da un lato il bisogno di farsi riconoscere attraverso un'esteriorità forte, dall'altro la chiusura protettiva nei confronti dell'esterno che porta a una negazione del proprio io. Si trattadi una componente interiore atavica, latente nell'uomo, che in queste immagini sembra aver preso il sopravvento, innestata provocatoriamente sul corpo della protagonista come accade in alcuni episodi visionari di David Cronenberg a individui alterati da una "nuova carne" artificiale.


Mariella Rossi